Eretta
con decreto arcivescovile, da S. E. Mons. Gaetano Pollio, il 13 dicembre
1971. Le attività iniziano col 1° gennaio 1972. La sede è
allestita in un garage di via Francesco Baracca. Col passare degli anni
la comunità cresce sempre di più e si inizia a pensare
alla costruzione di un complesso parrocchiale, secondo le necessità
odierne.
Nel 1981 la sede della parrocchia viene spostata nell’attuale
salone “S. Giuseppe”, a pian terreno della casa canonica,
sita nella strada che prenderà il nome dalla parrocchia.
Grazie
all’”Associazione S. Anna”, nata con lo scopo di reperire
fondi per il costruendo complesso parrocchiale, nel 1984 prende il via
la lunga costruzione. Dopo tanti sacrifici, anche se sprovvista degli
impianti microfonico ed elettrico con relativi corpi illuminanti, comincia
ad essere utilizzata la sola chiesa per la messa festiva. |
Anno
1998 |
Con
l’arrivo degli attuali parroci, Don Sabato Naddeo e don Michele
Olivieri, il 1° luglio 1998, trascorsi i primi tre mesi utili per
capire lo stato delle cose, quanto era stato fatto e quanto restava
da fare, si decise di dare una accelerata ai lavori seguendoli direttamente,
dando priorità alla sistemazione dell’aula liturgica (chiesa)
in maniera da ricavare dal salone, sotto la casa canonica, che fungeva
da chiesa, tre aule per la catechesi e le attività dell’Oratorio
che stava per nascere.
Col 1° ottobre del 1998 inizia a funzionare
definitivamente la chiesa anche se incompleta. Si continua a correre
e, con l’aiuto di S. Giuseppe, a provvedere al necessario per
far sì che tutto il complesso, ereditato alla stato grezzo, potesse
essere messo in grado di funzionare a pieno regime. Nel periodo natalizio,
grazie all’aiuto di famiglie che si offrono per recuperare i fondi,
vengono raccolti i soldi necessari per saldare i restanti 30.000.000
per i Pastorelli di Fatima, ultimo lavoro commissionato prima della
venuta dei nuovi parroci. |
Anno
1999 |
Con
l’aiuto di “vecchi amici” riusciamo ad avere in dono
le piastrelle per pavimentare tutti i locali del piano terra e piano
superiore. Grazie anche a dei contributi comunali, circa 70.000.000
di vecchie lire, concessi dall’allora Sindaco, Dott. Fernando
Zara, persona squisita e a noi molto vicina, si saldano tutti i debiti
pregressi. |
Anno
2000 |
Giovedì
9 marzo 2000, Mons. Gerardo Pierro, Arcivescovo Metropolita di Salerno
Campagna Acerno, consacra il nuovo altare, offerto ancora una volta
dai coniugi Franco Perrotta ed Emma Sola, in ricordo del figlio Roberto.
Viene anche benedetta la nuova cappella feriale, realizzata come sede
del SS. mo Sacramento, per l’adorazione eucaristica e la celebrazione
quotidiana, durante l’inverno.
Per la festa di S. Giuseppe, i fratelli
Pio ed Emanuele Pietrasanta, fanno proprio un desiderio di don Sabatino
e donano una bellissima statua di S. Giuseppe, opera del Fontanini.
Il Giovedì santo, dopo circa due mesi di prove, viene inaugurato
l’impianto microfonico, capace di servire distintamente e insieme,
a secondo delle necessità la chiesa, la cappella feriale e le
aree esterne.La seconda domenica di maggio viene benedetto il fonte
battesimale, offerto dalla famiglia Vincenzo Adinolfi. Per completare
la sistemazione della chiesa, bisogna provvedere alle due sedi presbiterali:
una in chiesa e l’altra nella cappella feriale. Sempre fiduciosi
nell’aiuto di S. Giuseppe, viene dato il via all’architetto
perché rediga il progetto… in cerca di benefattori. Una
signora della Comunità, attenta a tutto quanto si realizza in
parrocchia, comunica ai parroci il desiderio di donare le due sedi. |
Per
il Giubileo del 2000, nel mese di agosto, sono ospitati in diocesi 600
pellegrini, provenienti dalla Polonia e dall’America. Di questi
250 dalle parrocchie di Battipaglia. In previsione di tale evento si
chiede al Sindaco, dott. Fernando Zara, il consenso di realizzare un
grande salone, nel cortile dell’Oratorio, necessario per i momenti
di familiarizzazione tra i 250 ospiti e le persone delle parrocchie
cittadine. L’attivazione di turni per preparare colazione, alcuni
pranzi e tutte le cene è stata un’esperienza che ha rafforzato
amicizie preesistenti e ne ha creato sia a livello parrocchiale che
cittadino. Momenti memorabili di quei giorni saranno le passeggiate
culturali: visita alla grotta di S. Michele a Olevano sul Tusciano,
al santurario del Getsemani, ai Templi di Paestum e al Duomo di Salerno;
e la messa internazionale, presieduta da uno dei due sacerdoti polacchi,
in lingua latina, e partecipata in italiano, inglese e polacco.
A settembre
del 2000, quel grande salone di 33,50 metri viene diviso trasformato
in tre aule, un salone e una cucina per la realizzazione delle attività
parrocchiali. Di grandissimo aiuto è stato il contributo di 150.000.000
di lire concesso dall’amministrazione Zara, in due tranche, alla
nostra parrocchia e a quella del Rione Stella perché potessimo
portare a termine i lavori del complesso parrocchiale.
Col mese di ottobre
viene avviata la macchina per la missione parrocchiale. Incontri formativi
e di preghiera si susseguono in vista della visita pastorale che l’Arcivescovo
farà alla comunità il 3 dicembre p.v. Un fiume di persone
che passano di casa in casa per consegnare la lettera del parroco, il
vangelo e censire la comunità. Dal 25 novembre al 2 dicembre,
associazioni e gruppi parrocchiali sono chiamati a tenere, in quanto
christifideles laici, la missione parrocchiale: centri di ascolto di
ascolto del Vangelo. |
Anno
2001 |
Viene
realizzata la Cappella della Riconciliazione, nello spazio retrostante
il presbiterio che viene circoscritto con una vetrata istoriata: uno
spazio riservato alla Riconciliazione secondo le norme liturgiche. I
due confessionali, sede dove si celebra il sacramento della Riconciliazione:
“sacramento da riscoprire e celebrare per maturare umanamente
e diventare adulti spiritualmente…”; la vetrata istoriata,
con al centro una grande rete, la Chiesa; sormontata da un triangolo,
la Santissima Trinità, con al centro lo Spirito Santo, che effonde
i suoi doni sugli uomini che formano la Chiesa. Nelle vetrate laterali
è raffigurata la croce con una catena infranta, segno di Cristo
che ha sconfitto la morte e il peccato, e una conchiglia che da origine
a un fiume ed una lampada, simbolo della fede, a significare la rinascita
a vita nuova dopo la Riconciliazione. Il 17 marzo la Madre Generale
delle Suore “Figlie di S. Giuseppe di Genoni, Madre Maria Daniela
Cubadda, visitando la nostra comunità annuncia la prossima venuta
delle Suore in parrocchia. Il 19 marzo 2001 viene benedetta “la
cappella della Riconciliazione” e inaugurato il nuovo impianto
microfonico che può servire, insieme o separatamente, la chiesa
e la cappella feriale. Tutto ciò con le offerte dei fedeli.
Viene
il momento di pensare ad arredare in maniera consona e definitiva la
sacrestia con armadi idonei e capaci di contenere tutto quanto serve
per il culto divino.Se ne fa parola negli avvisi a fine messa, fiduciosi
nell’aiuto di S. Giuseppe. Una signora, fedelissima della parrocchia,
stabilisce di donare dieci milioni per i mobili della sacrestia. Immediatamente
viene commissionato il lavoro…al resto penserà S. Giuseppe.
Con gli inizi di giugno si realizzano i lavori alla canonica per accogliere
le Suore. I parroci cedono la loro abitazione e, l’ex salone del
i piano, già diviso nel 1998 per fungere da salone-cucina, viene
suddiviso per diventare l’alloggio dei parroci. La canonica cambia
volto e diventa la casa delle suore, mentre il salone-cucina viene diviso
e diventa refettorio per le suore e i parroci.
L’8 settembre vengono
accolte le Suore in parrocchia. Il 10 settembre, con una solenne concelebrazione
presieduta da S. E. Mons. Gerardo Pierro, presenti i parroci della Città,
ufficialmente vengono accolte, in diocesi e in parrocchia, le Figlie
di S. Giuseppe di Genoni, nelle persone di Suor maria Nazarena Sale,
Superiora, Suor Jisa Jose Valavanattu e Suor Marie Chimene Yanghe.Il
7 dicembre, vigilia dell’Immacolata, viene allestita la nuova
sacrestia. |
Anno
2002 |
In
occasione della festa di S. Giuseppe vengono sistemate e benedette le
due sedi presbiterali della Chiesa e della Cappella feriale. Visto l’intensificarsi
degli incontri culturali proposti dalla parrocchia e quelli organizzati
da gruppi o associazioni extra parrocchiali svoltosi nel salone “S.
Giuseppe”, a settembre si è pensato di installare un videoproiettore
in maniera da arricchire e gli incontri di catechesi a vari livelli
e quelli culturali con l’ausilio dei suggerimenti audiovisivi. Grazie
alla disponibilità affettiva ed effettiva del vice presidente
dell’Oratorio, Alfonso Ferraioli, è stato realizzato anche
il dispositivo “surround” per meglio seguire i films. Ovviamente
le capacità e le conoscenze tecnico-cibernetiche di don Michele
hanno fatto sì che ci si possa collegare anche per videoconferenze.
Un servizio apprezzato dai medici di base dell’ASL SA 2 che abbiamo
ospitato per un corso di aggiornamento.
Il 25 e 26 ottobre, visita lampo
a Nottinghan, in Inghilterra, per vedere, ascoltare e acquistare l’organo
LEWIS del 1885, già registrato come proprietà della parrocchia
S. Gregorio VII, presso la Soprintendenza di Salerno e Avellino. Un
esemplare romantico, meccanico, di fattura inglese, unico in Italia,
per il quale grandi maestri e direttori di prestigiosi Conservatori
del nostro Paese hanno espresso il loro plauso e il loro grazie per
il grande servizio reso alla musica e all’Italia. Per loro esperti
in materia: “questo è stato un colpo grosso!”. |
Anno
2003 |
Un
anno caratterizzato da incontri, riflessione e verifiche, per gruppi
e comunitarie in vista di una svolta definitiva da dare alla comunità.
La conoscenza è reciproca, le mete sono chiare, le qualità
per raggiungerle ci sono: è tempo di conversione. Tutti chiamati
all’impegno affettivo ed effettivo per la crescita umana e cristiana
della comunità. Tutti protagonisti, non spettatori; corresponsabili
nella vita e della vita parrocchiale. Durante l’estate si pensa
di risolvere definitivamente con i lavori alla canonica… che fa
acqua e ha bisogno anche di manutenzione straordinaria. Si tenta una
nuova soluzione per il terrazzo sperando di poterla utilizzare per coibendare
tutto il complesso parrocchiale, realizzato in cemento armato a faccia
vista.
A settembre, con una maggiore divisione degli spazi, per meglio
aiutare la Caritas a realizzare il suo servizio, il Centro di Ascolto,
il Banco Farmaceutico, il Banco Alimentare e il Guardaroba, vengono
sistemati nei locali alle spalle della Chiesa, con accesso dal cancello
di via S. Gregorio VII. Con ottobre si dà un nuovo assetto al
“vecchio” catechismo: si parlerà sempre di Cammino
di fede da fare singolarmente e in gruppi, per crescere nella fede e
incontrare Gesù Cristo, unico redentore dell’uomo. I ragazzi
potranno scegliere il percorso formativo da vivere tra: “Cammino
di fede”, adesione all’Azione Cattolica e adesione agli
Scout. Una catechesi esperienziale, di vita, adatta alla loro età
che li porta, anche con l’aiuto e la presenza delle famiglie,
a scoprirsi persone amate da un Dio che è Padre e Madre, vuole
il nostro bene e ci chiede di amarci disinteressatamente come Lui ci
ama. |